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35° TROFEO MAESTRELLI - Sarri: "Scudetto? Con la testa pesante non abbiamo possibilità, il Milan? Mancava l'ok di Berlusconi"
19.03.2018 23:30

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha ricevuto il 35° Trofeo Maestrelli. Ecco quanto dichiarato sul palco: "I casi della vita sono incredibili, sono nato a 800 metri dal San Paolo. Da bambino ero tifoso del Napoli, credevo che ognuno dovesse fare il tifo per la squadra della città dove è nato. Gli zii erano tutti della Fiorentina, poi mi hanno trascinato anche a vedere la Fiorentina che non è una squadra normale per me, chiaramente. Poi dopo 50 anni sono arrivato ad allenare a Napoli, lo auguro a tutti gli allenatori che lavorano con cuore ed anima perché è un'esperienza forte, irripetibile in altre parti d'Italia o del mondo. Si respira calcio, si vive calcio, l'umore ed a volte anche il meteo dipende da cosa ha fatto il Napoli. E' coinvolgente, unico. Arrivare in sordina? Per me è abituale, vengo dai dilettanti, ho vinto ogni categoria ed ogni anno mi trovavo a salirne una e la reazione è sempre stata di scetticismo. Forse è una condizione che mi porta a rendere meglio. Il Milan? Il ds Carli lo sa bene (presente in sala, ndr). Ho ricevuto una chiamata da Galliani, il giorno dopo ho parlato con Carli e mi disse è giusto che tu ci vada a parlare. Ci ho riparlato, la seconda volta mi ha detto che mancava solo il benestare di Berlusconi, ma che ero il nuovo allenatore del Milan. Non andò così, sono contento perché ho conosciuto il dottore che è un personaggio straordinario, poi riparlo con Carli per dirgli che dopo questa storia non aveva comunque le motivazioni per l'Empoli. Scudetto? Facciamo il possibile, record di punti nel primo anno poi hanno pagato la clausola di Higuain e abbiamo fatto 86 punti. Ora siamo a 73 e dobbiamo pensare solo a farne più di 86 per essere quello più forte come punti, poi con 87 vedremo cosa possiamo fare in più. Dobbiamo vivere senza complessi, con follia, per vincere la singola partita senza pensieri. Se diventiamo pesanti di testa non abbiamo più possibilità. Nella testa dei ragazzi ci deve essere voglia di far meglio dello scorso anno, il resto è solo appesantirsi la testa. Se in questo momento sono un allenatore che ha coraggio e la voglia di esprimere certe idee, lo devo a quell'uomo là (indica il d.s. Carli, ndr) e a tutto l'ambiente dell'Empoli, lì ti insegnano a non aver paura di nessuno, che si può perdere senza paura, facendomi crescere tantissimo".

 

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