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MILAN - Galluzzo: "Caldara? Dopo Gasperini ha fatto fatica ad inserirsi in meccanismi nuovi"
19.10.2019 13:31 Fonte: Europacalcio.it

Il calvario di Mattia Caldara sembra essere terminato. Il difensore del Milan, infatti, siederà in panchina domani in occasione del match interno contro il Lecce. Sarà anche la prima gara di Stefano Pioli da neo tecnico rossonero. Dopo aver esordito con la maglia dell’Atalanta in Serie A, il difensore classe ’94 ha vestito le maglie di Trapani e Cesena, successivamente è tornato a Bergamo e dopo due stagioni è approdato prima alla Juventus e poi al Milan, nell’ambito dello scambio con Bonucci. Proprio a Cesena, Caldara riceve la fiducia del tecnico Massimo Drago; a fine stagione saranno 27 le presenze del centrale e 3 le reti realizzate. L’allenatore in seconda di quella squadra che arrivò sesta in Serie B era Giuseppe Galluzzo, che in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it ha ripercorso le tappe della carriera di Caldara. Queste le sue dichiarazioni.

 

“Sono stato contento quando Mattia è andato alla Juventus e anche quando è approdato al Milan. E’ un buonissimo giocatore, lo dimostra il fatto che da giovane è arrivato in Nazionale ed è stato sotto l’attenzione di tutti.

 

Probabilmente, e forse questa è una costante, che tantissimi calciatori che stanno facendo bene e che fanno bene con Gasperini all’Atalanta, giocando in un determinato modo, magari devono avere un pochino più di pazienza e di assuefazione ad altri ritmi e moduli.

 

In quella stagione abbiamo avuto anche Kessie. Ci sono stati momenti in cui anche quelli che sono andati via dall’Atalanta – vedi Cristante, Pellegrini e Gagliardini stesso – fanno fatica ad integrarsi e ad inserirsi in meccanismi nuovi. Lì, probabilmente, l’allenatore ha sempre sfruttato il meglio ed ha avuto il massimo di quello che potevano dare. Lo stesso dicasi per Caldara.

 

Secondo me, quando si diceva che Caldara non può giocare a 4, perché era stato sempre abituato all’Atalanta a giocare a 3, non era una grande verità. Caldara era stato anche a Trapani e giocavano a 4, qualche volta anche a 5; con noi a Cesena giocava a 4. Poi ci sono dei meccanismi interni che non si riescono a capire. Successivamente ci sono stati due infortuni che sicuramente non l’hanno aiutato.

 

A Cesena è stato un giocatore importante, tant’è che risuscito a ritornare all’Atalanta e poi è andato alla Juve e al Milan. La qualità del giocatore certamente non si discute.

 

Quest’anno al Milan dovrà ritagliarsi per forza il suo spazio, è arrivato anche l’allenatore nuovo! (sorride, ndr). Se prima non lo facevano giocare, penso che ora avrà qualche chance in più.

 

Quando un calciatore è pronto ad entrare, di solito si tende sempre a mantenere uno zoccolo duro; però si deve dar spazio anche a chi ha giocato meno, almeno per valutare ciò che può dare.

 

Proprio come ho detto di Bernardeschi, anche Caldara è un bravissimo ragazzo, un professionista serio; tutto questo va a vantaggio suo, poi il campo avrà sicuramente l’ultima parola”.

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