lunedì 9 dicembre 2019, ore
IL PUNTO
ON AIR - De Nicola: "Milik si impegna al massimo, quella lesione si evince da una ecografia, ho un rapporto speciale con Hamsik, sul ritiro..."
14.11.2019 13:51

NAPOLI - A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Alfonso De Nicola, ex capo dello staff medico del Napoli: “I risultati del Napoli, dopo che sono andato via, non sono stati eccezionali, ma chi mi ha sostituito ha continuato nel nostro progetto. Se ci fossi stato ancora, probabilmente sarebbe stata la stessa identica cosa, magari ci sarebbe stata una diversa gestione, ma i risultati forse sarebbero stati gli stessi. Canonico è un professore universitario e si occupa di medicina dello sport per cui si trova per la prima volta ad essere responsabile di uno staff molto ben allestito perché, mi piace ricordarlo, a Napoli lavorano tutti professionisti. Lesione addominale di Milik? Si può verificare in un calciatore ed in qualunque atleta e non è la prima volta che accade ad un calciatore del calcio Napoli. Può capitare, la prognosi poi dipende dal calciatore stesso e dal tipo di lesione. Milik è uno che si impegna al massimo e fa tutto quello che gli si dice di fare, il tipo di lesione invece, si evince da una ecografia. La pubalgia non è una malattia, è un dolore al pube e può dipendere da tante cose, anche da una piccola lesione muscolare in vicinanza del pube. Una volta, un azzurro, fu addirittura operato fuori e per me è una cosa inconcepibile, ed infatti, quando tornò stava peggio di prima. E’ un caso che io ed Hamsik abbiamo lasciato Napoli nella stessa stagione. Il legame che c’era tra noi è frutto di 2 persone che lavorano e si incontrano tutti i giorni per 11 anni e poi Marek ha contribuito a far sì che la nostra figura diventasse importate. Per questo abbiamo un rapporto speciale, ecco perché è venuto anche alla mia festa di 60 anni. Sono molto legato a lui, tanto che mi prendevano in giro, dicevano che Marek era mio figlio perché guai a chi me lo toccava. Infortuni muscolari? Molto dipende dalla diagnosi e adesso non so cosa può essere cambiato nel Napoli e se i metodi di lavoro sono cambiati, ma la mia collaborazione con lo staff tecnico del Napoli è stato sempre un rapporto confidenziale. La situazione che vive il Napoli? Poteva già accadere in passato, ma il tono pacato di alcuni giocatori ha tranquillizzato sempre la situazione. Probabilmente i ragazzi stavolta non sono riusciti a sopportare questo stress e va detto che il ritiro è una mazzata per i giocatori. Anche io ne ho vissuti e devo dire che è brutto stare lontano dagli affetti, anche per un solo giorno è fastidioso”.

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