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MILANO-CORTINA - Olimpiadi, a Casa Italia in Triennale Milano esposto lo storico bob di Eugenio Monti
20.02.2026 12:59 di Redazione
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Il bob con cui Eugenio Monti, il campione a cui è dedicata la pista ghiacciata per bob, skeleton e slittino di Cortina d’Ampezzo, vinse l’oro olimpico a Grenoble nel 1968 è uno dei pezzi forti dell’esposizione in corso a Casa Italia, progetto del CONI dedicato all’accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del Paese, che per i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 ha scelto come propria sede Triennale Milano. Si tratta di un esemplare dello stesso modello – un bob a due costruito da Sergio Siorpaes – con cui l’Italia, con l’equipaggio formato da Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti vinse l’oro a Cortina 1956.

Il bob, un pezzo di storia dello sport italiano, proviene dalla mostra “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo: le due Olimpiadi”, curata dall’architetto Ugo Soragni e promossa da Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo, Longarone Fiere Dolomiti, Fondazione Cortina, Venicepromex e Sistema Camerale Veneto. L’esposizione, caratterizzata da un mix di ambienti immersivi multimediali e oggetti storici, ha fatto tappa a Longarone (BL) dal 6 giugno al 30 settembre 2025, a Padova dall’8 ottobre al 14 dicembre 2025, e a Verona dal 29 dicembre 2025 all’8 febbraio 2016. In questo viaggio è stata visitata da oltre 1500 persone e ha accolto cittadini, eventi – come la presentazione del libro “Le donne di Cortina 1956” raccontato a Verona da una delle autrici, Antonella Stelitano, membro della Società Italiana di Storia dello Sport – e stage con gli studenti dell’Istituto Einaudi Gramsci di Padova.

Rosso è il colore del bob in esposizione a Casa Italia, e proprio “Rosso volante” è il soprannome che il grande giornalista sportivo Gianni Brera coniò per Eugenio Monti, un riferimento alla sua folta chioma. Lasciato lo sci alpino a causa di molti incidenti, Monti si dedicò alla velocità del bob, di cui diventò il più grande campione italiano. Esordì con due medaglie d’argento a Cortina 1956, conquistò due bronzi a Innsbruck 1964 per ottenere la consacrazione con il doppio oro a Grenoble 1968 – nel 1960 il bob non fu presente a Squaw Valley per mancata costruzione della pista. In ogni Olimpiade ha lasciato un segno doppio.

Accanto al bob appartenuto a Monti, in esposizione alla Triennale si possono ammirare diversi cimeli provenienti dalle collezioni del Museo Olimpico di Losanna, dalle racchette usate da Marco Albarello ai guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), dagli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa alla tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994).

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MILANO-CORTINA - Olimpiadi, a Casa Italia in Triennale Milano esposto lo storico bob di Eugenio Monti

di Redazione

20/02/2026 - 12:59

Il bob con cui Eugenio Monti, il campione a cui è dedicata la pista ghiacciata per bob, skeleton e slittino di Cortina d’Ampezzo, vinse l’oro olimpico a Grenoble nel 1968 è uno dei pezzi forti dell’esposizione in corso a Casa Italia, progetto del CONI dedicato all’accoglienza e punto di accesso privilegiato alle eccellenze del Paese, che per i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 ha scelto come propria sede Triennale Milano. Si tratta di un esemplare dello stesso modello – un bob a due costruito da Sergio Siorpaes – con cui l’Italia, con l’equipaggio formato da Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti vinse l’oro a Cortina 1956.

Il bob, un pezzo di storia dello sport italiano, proviene dalla mostra “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo: le due Olimpiadi”, curata dall’architetto Ugo Soragni e promossa da Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo, Longarone Fiere Dolomiti, Fondazione Cortina, Venicepromex e Sistema Camerale Veneto. L’esposizione, caratterizzata da un mix di ambienti immersivi multimediali e oggetti storici, ha fatto tappa a Longarone (BL) dal 6 giugno al 30 settembre 2025, a Padova dall’8 ottobre al 14 dicembre 2025, e a Verona dal 29 dicembre 2025 all’8 febbraio 2016. In questo viaggio è stata visitata da oltre 1500 persone e ha accolto cittadini, eventi – come la presentazione del libro “Le donne di Cortina 1956” raccontato a Verona da una delle autrici, Antonella Stelitano, membro della Società Italiana di Storia dello Sport – e stage con gli studenti dell’Istituto Einaudi Gramsci di Padova.

Rosso è il colore del bob in esposizione a Casa Italia, e proprio “Rosso volante” è il soprannome che il grande giornalista sportivo Gianni Brera coniò per Eugenio Monti, un riferimento alla sua folta chioma. Lasciato lo sci alpino a causa di molti incidenti, Monti si dedicò alla velocità del bob, di cui diventò il più grande campione italiano. Esordì con due medaglie d’argento a Cortina 1956, conquistò due bronzi a Innsbruck 1964 per ottenere la consacrazione con il doppio oro a Grenoble 1968 – nel 1960 il bob non fu presente a Squaw Valley per mancata costruzione della pista. In ogni Olimpiade ha lasciato un segno doppio.

Accanto al bob appartenuto a Monti, in esposizione alla Triennale si possono ammirare diversi cimeli provenienti dalle collezioni del Museo Olimpico di Losanna, dalle racchette usate da Marco Albarello ai guanti di Stefania Belmondo ad Albertville (1992), dagli scarponi e la tuta di Manuela Di Centa alla tuta di Deborah Compagnoni a Lillehammer (1994).