Altri Sport
EVENTO - I WEmbrace Awards 2026 premiano le storie che cambiano il mondo, al Palazzo del Ghiaccio di Milano una serata per dire che “People Matter”
30.10.2026 11:04 di Redazione
aA

Si è svolta ieri sera, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, la quarta edizione dei WEmbrace Awards, serata di gala benefica promossa dalla Fondazione art4sport, nata su iniziativa della campionessa paralimpica Beatrice “Bebe” Vio Grandis insieme ai genitori Teresa A. Grandis e Ruggero Vio. Sotto il tema guida “People Matter – Le persone contano. Sempre”, la serata ha messo al centro storie capaci di generare cambiamento, premiando progetti simbolo di quattro sfere: Opportunity, Action, Creativity, The World raccogliendo fondi per l’acquisto di protesi e ausili sportivi per bambini e ragazzi con amputazioni d’arto.

A condurre la serata sono stati Fabio Fazio, uno dei volti più amati e autorevoli della televisione italiana, e Rachele Sangiuliano, ex campionessa mondiale di pallavolo.

La serata ha visto tantissimi ospiti importanti al fianco della Fondazione art4sport:  Emma Marrone, Paola Turci, Ringo, Fabio Capello, Mara Maionchi, Matteo Piano, Giulia Salemi, Mezzocheno, Federico Russo, Alfa e Martin Castrogiovanni. Presenti anche autorità e istituzioni dal mondo dello sport: Luigi Mazzone, presidente della Federazione Italiana Scherma; Stefano Bucello, Capo di Gabinetto Lavoro Giovani e Sport del Comune di Milano; Claudia Colla, capo della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia, e Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio di collegamento del Parlamento Europeo. La colonna sonora è stata affidata al pianista Dardust e il menù della serata è stato curato da Carlo Cracco.

Ambassador della serata sono stati alcuni degli atleti della Fondazione art4sport, che hanno accolto gli ospiti e raccontato in prima persona il valore dello sport come strada di rinascita: Riccardo Bagaini, velocista paralimpico italiano (categoria T47); Alessandro Sbuelz, uno dei più brillanti talenti del basket paralimpico italiano vincitore di ori europei in Nazionale e successi in Serie A; Emanuele Lambertini, atleta fuoriclasse di scherma in carrozzina. Nel suo palmarès molti titoli iridati, ori europei, tra cui il recente trionfo nel Mixed Team a Cardiff 2026, e tre storiche partecipazioni ai Giochi Paralimpici, a Rio, Tokyo e Parigi; Giuliana Chiara Filippi, tra le atlete più promettenti della velocità e del salto in lungo paralimpico, con record nazionali in quattro specialità. È stata la componente più giovane della spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Parigi.

Il tema: People Matter

Dopo aver esplorato negli anni scorsi il valore dell’unicità e dell’agire insieme, la quarta edizione dei WEmbrace Awards ha scelto un messaggio universale: le persone contano, sempre, ognuna con la propria storia, le proprie fragilità e la propria unicità. Attraverso il racconto e la condivisione delle esperienze di vita, WEmbrace si conferma un movimento inclusivo capace di trasformare la diversità in un momento di incontro, dialogo e arricchimento reciproco.

«People Matter è una convinzione fondamentale del movimento WEmbrace. Le persone contano, sempre, in ogni loro sfumatura e con ogni loro storia. La diversità non deve mai farci paura o allontanarci: al contrario, è l'occasione più bella che abbiamo per incontrarci, conoscerci e crescere insieme. Quando ascoltiamo queste storie straordinarie capiamo che il cambiamento parte dai legami che sappiamo stringere. Con i WEmbrace Awards vogliamo dimostrare che, abbattendo ogni barriera e pregiudiziopossiamo davvero trasformare il futuro di tante persone», dichiara Beatrice "Bebe" Vio Grandis.

Lo scopo: protesi e ausili sportivi per i ragazzi di art4sport

L’obiettivo dei WEmbrace Awards è raccogliere fondi a sostegno dei bambini e dei giovani con amputazioni d’arto seguiti dalla Fondazione art4sport in tutta Italia. Poiché attrezzature sportive e protesi avanzate ad alta tecnologia non rientrano nei LEA garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale, art4sport si fa carico del loro studio, finanziamento e realizzazione. L’intero ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto di protesi di arto di ultima generazione, lame da corsa, carrozzine sportive e ausili personalizzati, strumenti che permettono a questi ragazzi di praticare sport, ritrovare autonomia e promuovere l’attività sportiva come terapia fisica e psicologica. Sono già 75  gli atleti di art4sport tornati a fare sport grazie alle protesi fornite dalla Fondazione.

«Ogni anno i WEmbrace Awards rappresentano un momento di straordinaria energia ed emozione per la nostra grande famiglia. Con “People Matter” abbiamo voluto rimettere al centro il valore inestimabile di ogni singolo individuo e della nostra capacità di fare squadra. Grazie alle storie che abbiamo celebrato durante la serata abbiamo imparato che dalle fragilità e dalle differenze nascono i punti d'incontro più autentici. Il nostro obiettivo principale rimane concreto: raccogliere risorse fondamentali per donare ai nostri bambini e ragazzi le protesi e gli ausili sportivi di cui hanno bisogno per correre, giocare e realizzare i propri sogni. Ringrazio Fabio Fazio, Rachele Sangiuliano, la giuria, gli ospiti e tutti i partner che scelgono di camminare al nostro fianco», dichiara la presidente della Fondazione art4sport, Teresa A. Grandis.

I vincitori delle quattro sfere

Le storie premiate sono state selezionate dall’Osservatorio permanente della Fondazione art4sport tra oltre cento realtà e testimonianze di impatto sociale. Quattro sfere che raccontano modi diversi di agire, immaginare nuove possibilità, superare le distanze e costruire relazioni. Storie in cui l’iniziativa di una persona diventa un’opportunità per molte altre.

Sfera OPPORTUNITY — Akiko Kanna per Café of Mistaken Orders by OrangeDay SENGAWA

A Tokyo esiste un luogo dove sbagliare un ordine non è un problema. Al Café of Mistaken Orders by OrangeDay SENGAWA, persone che convivono con la demenza accolgono e servono i clienti, continuando a sentirsi parte attiva della società. Il progetto di Akiko Kanna nasce da un’esperienza familiare e dalla convinzione che la malattia non debba cancellare l’identità, le capacità e il desiderio di relazione. Qui un piatto confuso o una comanda dimenticata diventano occasioni per sorridere, incontrarsi e imparare a guardare gli altri senza pregiudizi. Un luogo in cui l’errore non è più qualcosa da nascondere, ma una possibilità di comprensione reciproca. E dove la gentilezza restituisce alle persone dignità, autonomia e appartenenza.

Sfera ACTION — Mabalou Touré

A Palermo, Mabalou Touré è una presenza fondamentale nella vita di tanti minori stranieri arrivati in Italia senza la propria famiglia. Originaria dell’Africa occidentale, li accompagna come tutrice volontaria attraverso le difficoltà burocratiche, sanitarie e quotidiane di un Paese sconosciuto. Ma il suo impegno va ben oltre i documenti e i servizi: significa ascoltare ragazzi che hanno attraversato deserti, violenze, prigionie e il mare, aiutarli a ritrovare fiducia e immaginare un futuro. Mabalou sa che, dopo un viaggio così difficile, il primo bisogno è spesso il più semplice e il più umano: trovare qualcuno che ci sia. La sua storia racconta il valore di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte, trasformando la solidarietà in una presenza concreta, capace di cambiare una vita.

Sfera CREATIVITY — Anselmo Sanguanini per Bici Diversamente St..Abili

Tutto comincia in un garage, dal desiderio di un padre: permettere al figlio Francesco di provare la libertà di andare in bicicletta, sentire il vento sul volto, condividere un’esperienza che sembrava impossibile. Anselmo Sanguanini costruisce una prima bicicletta su misura. Poi ne realizza un’altra, e un’altra ancora. Nasce così Bici Diversamente St..Abili, un progetto che ha restituito a decine di bambini e ragazzi con disabilità il piacere del movimento. Ogni mezzo è diverso, perché nasce dall’ascolto di una persona e dei suoi desideri. La creatività diventa così una risposta concreta a un bisogno, trasformando un’intuizione familiare in una possibilità condivisa. Un impegno il cui valore umano e sociale è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Sfera THE WORLD — Due riconoscimenti: Wesam Hamada per The Voice of Hind Rajab e Nancy Akeyo Otieno per Boda Girls

La sfera THE WORLD assegna quest’anno due riconoscimenti, a Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, per The Voice of Hind Rajab, e a Nancy Akeyo Otieno, fondatrice di Boda Girls in Kenya. Due storie profondamente diverse, unite dalla capacità di attraversare confini e distanze, ricordandoci che ciò che accade altrove riguarda anche noi.

Boda Girls — Nancy Akeyo Otieno. In Kenya, Nancy Akeyo Otieno ha scelto di mettere le donne alla guida, entrando in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini: quello dei boda boda, i mototaxi. Nelle comunità rurali, dove le distanze e la mancanza di mezzi possono rendere difficile persino raggiungere un ospedale, le Boda Girls offrono un servizio essenziale. Formate come motocicliste e imprenditrici, accompagnano gratuitamente le donne alle visite, durante la gravidanza e nei percorsi di cura, diventando punti di riferimento per le comunità più isolate. Il progetto non offre soltanto trasporti più sicuri e accesso alle cure: crea lavoro, indipendenza economica e riconoscimento sociale. Una motocicletta diventa così uno strumento di emancipazione e solidarietà tra donne.

The Voice of Hind Rajab — Wesam Hamada. Hind Rajab aveva cinque anni quando, nel gennaio 2024, rimase intrappolata in un’auto a Gaza insieme ai suoi familiari. Per ore parlò al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa palestinese, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. Quelle conversazioni sono al centro di The Voice of Hind Rajab, il film della regista Kaouther Ben Hania presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. La voce di Hind è diventata la voce dei bambini che nelle guerre chiedono aiuto senza sapere perché il mondo non riesca ad arrivare in tempo. Il riconoscimento a sua madre, Wesam Hamada, custodisce quella voce e la consegna alla memoria collettiva. Perché ricordare Hind significa non voltarsi dall’altra parte. Significa continuare ad ascoltare la richiesta di aiuto di una bambina di cinque anni, e con lei quella di tutti i bambini coinvolti nelle guerre.

La giuria

La selezione e la valutazione delle storie vincitrici sono state affidate a una giuria di eccellenza composta da: Shiva Ahmadi,  Settimio Benedusi, Andrea Bocelli, Teresa Cherubini, Maria Grazia Chiuri, Giovanni Malagò, Nicoletta Mantovani, Gabriele Muccino, Luca Pancalli, Luca Parmitano, Telmo Pievani, Barbara Stefanelli,  Bebe Vio Grandis.

ULTIMISSIME ALTRI SPORT
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
EVENTO - I WEmbrace Awards 2026 premiano le storie che cambiano il mondo, al Palazzo del Ghiaccio di Milano una serata per dire che “People Matter”

di Redazione

30/10/2026 - 11:04

Si è svolta ieri sera, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, la quarta edizione dei WEmbrace Awards, serata di gala benefica promossa dalla Fondazione art4sport, nata su iniziativa della campionessa paralimpica Beatrice “Bebe” Vio Grandis insieme ai genitori Teresa A. Grandis e Ruggero Vio. Sotto il tema guida “People Matter – Le persone contano. Sempre”, la serata ha messo al centro storie capaci di generare cambiamento, premiando progetti simbolo di quattro sfere: Opportunity, Action, Creativity, The World raccogliendo fondi per l’acquisto di protesi e ausili sportivi per bambini e ragazzi con amputazioni d’arto.

A condurre la serata sono stati Fabio Fazio, uno dei volti più amati e autorevoli della televisione italiana, e Rachele Sangiuliano, ex campionessa mondiale di pallavolo.

La serata ha visto tantissimi ospiti importanti al fianco della Fondazione art4sport:  Emma Marrone, Paola Turci, Ringo, Fabio Capello, Mara Maionchi, Matteo Piano, Giulia Salemi, Mezzocheno, Federico Russo, Alfa e Martin Castrogiovanni. Presenti anche autorità e istituzioni dal mondo dello sport: Luigi Mazzone, presidente della Federazione Italiana Scherma; Stefano Bucello, Capo di Gabinetto Lavoro Giovani e Sport del Comune di Milano; Claudia Colla, capo della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia, e Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio di collegamento del Parlamento Europeo. La colonna sonora è stata affidata al pianista Dardust e il menù della serata è stato curato da Carlo Cracco.

Ambassador della serata sono stati alcuni degli atleti della Fondazione art4sport, che hanno accolto gli ospiti e raccontato in prima persona il valore dello sport come strada di rinascita: Riccardo Bagaini, velocista paralimpico italiano (categoria T47); Alessandro Sbuelz, uno dei più brillanti talenti del basket paralimpico italiano vincitore di ori europei in Nazionale e successi in Serie A; Emanuele Lambertini, atleta fuoriclasse di scherma in carrozzina. Nel suo palmarès molti titoli iridati, ori europei, tra cui il recente trionfo nel Mixed Team a Cardiff 2026, e tre storiche partecipazioni ai Giochi Paralimpici, a Rio, Tokyo e Parigi; Giuliana Chiara Filippi, tra le atlete più promettenti della velocità e del salto in lungo paralimpico, con record nazionali in quattro specialità. È stata la componente più giovane della spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Parigi.

Il tema: People Matter

Dopo aver esplorato negli anni scorsi il valore dell’unicità e dell’agire insieme, la quarta edizione dei WEmbrace Awards ha scelto un messaggio universale: le persone contano, sempre, ognuna con la propria storia, le proprie fragilità e la propria unicità. Attraverso il racconto e la condivisione delle esperienze di vita, WEmbrace si conferma un movimento inclusivo capace di trasformare la diversità in un momento di incontro, dialogo e arricchimento reciproco.

«People Matter è una convinzione fondamentale del movimento WEmbrace. Le persone contano, sempre, in ogni loro sfumatura e con ogni loro storia. La diversità non deve mai farci paura o allontanarci: al contrario, è l'occasione più bella che abbiamo per incontrarci, conoscerci e crescere insieme. Quando ascoltiamo queste storie straordinarie capiamo che il cambiamento parte dai legami che sappiamo stringere. Con i WEmbrace Awards vogliamo dimostrare che, abbattendo ogni barriera e pregiudiziopossiamo davvero trasformare il futuro di tante persone», dichiara Beatrice "Bebe" Vio Grandis.

Lo scopo: protesi e ausili sportivi per i ragazzi di art4sport

L’obiettivo dei WEmbrace Awards è raccogliere fondi a sostegno dei bambini e dei giovani con amputazioni d’arto seguiti dalla Fondazione art4sport in tutta Italia. Poiché attrezzature sportive e protesi avanzate ad alta tecnologia non rientrano nei LEA garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale, art4sport si fa carico del loro studio, finanziamento e realizzazione. L’intero ricavato della serata sarà devoluto all’acquisto di protesi di arto di ultima generazione, lame da corsa, carrozzine sportive e ausili personalizzati, strumenti che permettono a questi ragazzi di praticare sport, ritrovare autonomia e promuovere l’attività sportiva come terapia fisica e psicologica. Sono già 75  gli atleti di art4sport tornati a fare sport grazie alle protesi fornite dalla Fondazione.

«Ogni anno i WEmbrace Awards rappresentano un momento di straordinaria energia ed emozione per la nostra grande famiglia. Con “People Matter” abbiamo voluto rimettere al centro il valore inestimabile di ogni singolo individuo e della nostra capacità di fare squadra. Grazie alle storie che abbiamo celebrato durante la serata abbiamo imparato che dalle fragilità e dalle differenze nascono i punti d'incontro più autentici. Il nostro obiettivo principale rimane concreto: raccogliere risorse fondamentali per donare ai nostri bambini e ragazzi le protesi e gli ausili sportivi di cui hanno bisogno per correre, giocare e realizzare i propri sogni. Ringrazio Fabio Fazio, Rachele Sangiuliano, la giuria, gli ospiti e tutti i partner che scelgono di camminare al nostro fianco», dichiara la presidente della Fondazione art4sport, Teresa A. Grandis.

I vincitori delle quattro sfere

Le storie premiate sono state selezionate dall’Osservatorio permanente della Fondazione art4sport tra oltre cento realtà e testimonianze di impatto sociale. Quattro sfere che raccontano modi diversi di agire, immaginare nuove possibilità, superare le distanze e costruire relazioni. Storie in cui l’iniziativa di una persona diventa un’opportunità per molte altre.

Sfera OPPORTUNITY — Akiko Kanna per Café of Mistaken Orders by OrangeDay SENGAWA

A Tokyo esiste un luogo dove sbagliare un ordine non è un problema. Al Café of Mistaken Orders by OrangeDay SENGAWA, persone che convivono con la demenza accolgono e servono i clienti, continuando a sentirsi parte attiva della società. Il progetto di Akiko Kanna nasce da un’esperienza familiare e dalla convinzione che la malattia non debba cancellare l’identità, le capacità e il desiderio di relazione. Qui un piatto confuso o una comanda dimenticata diventano occasioni per sorridere, incontrarsi e imparare a guardare gli altri senza pregiudizi. Un luogo in cui l’errore non è più qualcosa da nascondere, ma una possibilità di comprensione reciproca. E dove la gentilezza restituisce alle persone dignità, autonomia e appartenenza.

Sfera ACTION — Mabalou Touré

A Palermo, Mabalou Touré è una presenza fondamentale nella vita di tanti minori stranieri arrivati in Italia senza la propria famiglia. Originaria dell’Africa occidentale, li accompagna come tutrice volontaria attraverso le difficoltà burocratiche, sanitarie e quotidiane di un Paese sconosciuto. Ma il suo impegno va ben oltre i documenti e i servizi: significa ascoltare ragazzi che hanno attraversato deserti, violenze, prigionie e il mare, aiutarli a ritrovare fiducia e immaginare un futuro. Mabalou sa che, dopo un viaggio così difficile, il primo bisogno è spesso il più semplice e il più umano: trovare qualcuno che ci sia. La sua storia racconta il valore di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte, trasformando la solidarietà in una presenza concreta, capace di cambiare una vita.

Sfera CREATIVITY — Anselmo Sanguanini per Bici Diversamente St..Abili

Tutto comincia in un garage, dal desiderio di un padre: permettere al figlio Francesco di provare la libertà di andare in bicicletta, sentire il vento sul volto, condividere un’esperienza che sembrava impossibile. Anselmo Sanguanini costruisce una prima bicicletta su misura. Poi ne realizza un’altra, e un’altra ancora. Nasce così Bici Diversamente St..Abili, un progetto che ha restituito a decine di bambini e ragazzi con disabilità il piacere del movimento. Ogni mezzo è diverso, perché nasce dall’ascolto di una persona e dei suoi desideri. La creatività diventa così una risposta concreta a un bisogno, trasformando un’intuizione familiare in una possibilità condivisa. Un impegno il cui valore umano e sociale è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Sfera THE WORLD — Due riconoscimenti: Wesam Hamada per The Voice of Hind Rajab e Nancy Akeyo Otieno per Boda Girls

La sfera THE WORLD assegna quest’anno due riconoscimenti, a Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, per The Voice of Hind Rajab, e a Nancy Akeyo Otieno, fondatrice di Boda Girls in Kenya. Due storie profondamente diverse, unite dalla capacità di attraversare confini e distanze, ricordandoci che ciò che accade altrove riguarda anche noi.

Boda Girls — Nancy Akeyo Otieno. In Kenya, Nancy Akeyo Otieno ha scelto di mettere le donne alla guida, entrando in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini: quello dei boda boda, i mototaxi. Nelle comunità rurali, dove le distanze e la mancanza di mezzi possono rendere difficile persino raggiungere un ospedale, le Boda Girls offrono un servizio essenziale. Formate come motocicliste e imprenditrici, accompagnano gratuitamente le donne alle visite, durante la gravidanza e nei percorsi di cura, diventando punti di riferimento per le comunità più isolate. Il progetto non offre soltanto trasporti più sicuri e accesso alle cure: crea lavoro, indipendenza economica e riconoscimento sociale. Una motocicletta diventa così uno strumento di emancipazione e solidarietà tra donne.

The Voice of Hind Rajab — Wesam Hamada. Hind Rajab aveva cinque anni quando, nel gennaio 2024, rimase intrappolata in un’auto a Gaza insieme ai suoi familiari. Per ore parlò al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa palestinese, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. Quelle conversazioni sono al centro di The Voice of Hind Rajab, il film della regista Kaouther Ben Hania presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. La voce di Hind è diventata la voce dei bambini che nelle guerre chiedono aiuto senza sapere perché il mondo non riesca ad arrivare in tempo. Il riconoscimento a sua madre, Wesam Hamada, custodisce quella voce e la consegna alla memoria collettiva. Perché ricordare Hind significa non voltarsi dall’altra parte. Significa continuare ad ascoltare la richiesta di aiuto di una bambina di cinque anni, e con lei quella di tutti i bambini coinvolti nelle guerre.

La giuria

La selezione e la valutazione delle storie vincitrici sono state affidate a una giuria di eccellenza composta da: Shiva Ahmadi,  Settimio Benedusi, Andrea Bocelli, Teresa Cherubini, Maria Grazia Chiuri, Giovanni Malagò, Nicoletta Mantovani, Gabriele Muccino, Luca Pancalli, Luca Parmitano, Telmo Pievani, Barbara Stefanelli,  Bebe Vio Grandis.