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L'OPINIONE - Canovi: "Solo il Napoli è concorrente per lo Scudetto del Milan"
21.09.2022 22:18

Dario Canovi, procuratore sportivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Piazza Affari" su TMW Radio.

 

 

Come cambiano le questioni rinnovo e il calciomercato di gennaio in generale in una stagione in cui si gioca un Mondiale d’inverno?


“Al momento non saprei rispondere perché non so come la sosta influirà sul campionato. Stiamo facendo un po’ quello che accade in Argentina con il campionato di apertura e clausura. Il problema in Europa però è che i giocatori già ad ottobre inizieranno già a pensare al mondiale di novembre; a questo si aggiungerà inoltre un rientro faticoso a Gennaio dovuto alle scorie del campionato del mondo. Per quanto riguarda i contratti invece non credo che il potere sia esclusivamente in mano ai calciatori. L'esempio di Dybala racconta di un’attesa di mesi prima di trovare squadra. Non ci sono più tanti club disposti a pagare cifre alte per calciatori svincolati. Wijnaldum era un giocatore che alla fine non arrivava da svincolato, lo stesso vale per Matic. Ormai i ricchi del calcio sono gli inglesi e le solite note big europee”.

 

 

Che ne pensa del calciomercato della Juventus?


“Mi sembra che la Juventus sia una pari grado dello Spezia e del Bologna. Non mi pare che la Juve sia più la squadra di una volta. La Juve ha comperato delle figurine, che alla fine non erano altro che i panchinari delle grandi squadre. In questo momento non riconosco la Juventus. Ormai la Roma, che ha fatto un mercato intelligente, ha sorpassato i bianconeri. Ad ora in casa Juve non c’è programmazione e non ci sono acquisti funzionali”.

 

 

Qual è la diretta concorrente per il Milan quest’anno in Serie A?


“Solo il Napoli è concorrente per lo Scudetto del Milan. A meno che l’Inter non si risvegli miracolosamente è difficile che non sia una lotta a due. Il calciomercato dell’Inter era intelligente, ma Gosens e Asllani per esempio non sono utilizzati”.

 

 

Il ritorno di Lukaku all’Inter è una scelta valida a livello progettuale per l’Inter?


“Non so, quando l’Inter ha ripreso Lukaku pensavo che i nerazzurri si fossero rafforzati. Abbiamo visto tutti quel che hanno significato la forza e la rapidità di Lukaku. Con Conte ha fatto la differenza. Per ora non ha dato il contributo sperato, ma aspetterei un attimo. All’Inter ora manca calma; c’è grande confusione. Quel che ha fatto Bastoni secondo me è emblematico. Non so se l’insofferenza sia verso Inzaghi o verso altre questioni. Sta alla dirigenza riportare tranquillità. Contro il Bayern l’Inter ha giocato da piccola ed entrare in campo già da vittima sacrificale di una squadra che in Bundesliga ora è quinta”.

 

 

Che idea si è fatto del caso legato alla famiglia Pogba?


“Bisognerebbe conoscere le banlieu di Parigi. Io conosco il calcio africano perché portai Kuffour al Torino parecchi anni fa. Assistetti alla finale di Coppa d’Africa e in quella gara un allenatore bianco mi disse che la Costa d’Avorio era favorita perché aveva uno stregone potente dalla sua parte. In Africa il sentimento religioso, assai diverso dal nostro, porta a comportamenti che non comprendiamo appieno. Noi abbiamo un’altra mentalità”.

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