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ON AIR - Filippini: "Milan competitivo, Ibrahimovic sta facendo la differenza"
19.02.2021 01:00

In diretta sul canale Instagram di "Taca La Marca" è intervenuto Antonio Filippini, ex calciatore di Brescia, Lazio, Livorno e Palermo, tra le tante, con il quale ci si è soffermati su tanti aspetti del calcio attuale su aneddoti passati. Ecco le sue parole.


Pioli - Pioli sta dimostrando, da un anno a questa parte, di avere una squadra competitiva che può vincere il campionato e lo fa attraverso il gioco. Ovviamente, questo gioco viene valorizzato da Ibrahimovic, che in questo momento sta facendo la differenza. Un solo giocatore però non vince la partita, questa squadra sta mettendo in difficoltà tutti gli avversari che incontra con il gioco, il fraseggio e le ripartenze veloci. 


Italiano - Lo Spezia -  che tra l'altro ho incontrato lo scorso anno con il Livorno - è una squadra molto giovane, che gioca molto bene a calcio, il cui filo conduttore è proprio il possesso palla, dominando l'avversario, chiunque esso sia. Italiano sta dimostrando di essere all'avanguardia anche in massima serie e il suo Spezia sta viaggiando molto forte.


Ibra campione speciale- Innanzitutto si allena al massimo delle sue potenzialità, perché a determinate età devi allenarti più degli altri altrimenti appena molli il tuo fisico non risponde più altrimenti non puoi mantenere determinati ritmi. Lui sta dimostrando durante le partite ogni settimana di essere in gran forma e trainare i compagni di squadra, il tutto combinato ovviamente anche alla grande forza mentale che in questo momento fa la differenza. 


Calciatori di oggi - Prima di tutto è cambiato l'ambiente, al tempo nostro era completamente diverso. Anche la tecnologia fa tanto, la presenza delle telecamere oggi è maggiore quindi un calciatore deve stare attento anche ai comportamenti, perché potrebbe andare incontro a delle squalifiche. Per cui è cambiato l'ambiente, sono cambiate le regole ma è cambiata anche la filosofia di gioco: tutte le squadre vogliono giocare bene, fare possesso palla e quando tutte le settimane si vuole affrontare questa situazione si perde un po' di furore agonistico in quanto durante gli allenamenti su fanno più esercitazioni da questo punto di vista. Sono quindi cambiate tante cose non è che è cambiato il giovane ma è cambiato tutto il contorno. Anche noi più "anziani" dobbiamo metterci di più dalla parte dei giovani, comunicare di più con loro, aiutarli nella crescita e far sì che ci sia un calcio più agonistico, non è colpa loro siamo noi che dobbiamo sostenerli. 


Mazzone - È il miglior allenatore che ho avuto: il suo modo di fare, la gestione dello spogliatoio, era carismatico, autoritario ma anche empatico. Aveva questa dote: tutti noi giocatori gli volevamo bene, lo consideravamo più un padre che un allenatore, per cui quando scendevamo in campo davamo tutto per la squadra in cui giocavamo, in questo caso il Brescia, ma anche per il Mister Mazzone.


Aneddoti - Un aneddoto riguarda anche il grande Roberto Baggio con il quale abbiamo giocato insieme. Un giorno, ricordo, stavamo facendo allenamento, una partitella, quando entrò un cane e lui dalla panchina, con il suo accento romano disse: "Ao' di chi è 'sto cane?" e tutti noi rispondemmo che era del povero Vittorio Mero. Lui si arrabbiò e disse: "Via! Mandate via questo cane!". Esattamente una settimana dopo, sempre di martedì durante la partitella, entrò un altro cane e lui dalla panchina urlò "Ao' sto cane! Ancora sto cane? Di chi è?" e noi "Mister, è di Roberto Baggio!" e lui rispose "Ao', diamoglie da mangia'!". Roberto (Baggio ndr) era intoccabile anche sotto questo punto di vista.


Pirlo e Baronio alla guida della Juventus- All'inizio la vedevo una scelta un po' difficile, non avendo mai allenato e partendo direttamente dalla Juventus, che ti impone, oltre che di giocare bene anche la vittoria di tutte le partite (basta un pareggio per essere sotto critiche). Però devo dire che, dopo questi mesi alla guida della Juventus, ha fatto passi da gigante e sta maturando anche molto velocemente grazie anche all'aiuto della società, di Baronio, di Tudor, che ha già allenato. È un allenatore che vuole imparare e ha dimostrato come la Juventus stia cambiando anche pelle, infatti nella gara contro l'Inter abbiamo visto cambiare anche l'idea di gioco. Lo vedo sicuramente molto bene. 


In campo l'uno contro l'altro- Una bellissima emozione (partita contro il fratello Emanuele, ndr), io giocavo nel Brescia, lui nel Parma, tra l'altro giocavamo contro ma sulla stessa fascia, io da esterno destro lui da esterno sinistro. Una sfida nella sfida, quando l'arbitro ha fischiato, alla prima palla arrivata abbiamo fatto un contrasto, come avversari normali, perché prima della partita abbiamo entrambi pensato di dover giocare con le caratteristiche che ci hanno fatto diventare professionisti, ossia quelle della corsa, del temperamento e della personalità. Siamo entrati in campo e abbiamo voluto dimostrare anche al gemello che volevamo prevalere sull'altro. È stato bello, entusiasmante, l'ho incontrato altre 3 volte quando era al Parma e sono state le partite più belle. 


Pareggio nel derby - Eravamo partiti bene, vincevamo 1-0. L'Atalanta però in quel momento era superiore a noi e andò sul 3-1. Poi nel secondo tempo siamo riusciti ad accorciare le distanze e Mazzone mi ha sostituito per fare entrare un'altra punta visto mancavano 5 minuti al termine della partita è voleva pareggiare la partita. Poi sul 3-2 mi disse "Se facciamo il 3 pari vengo sotto la curva" e all'ultimo minuto mi sono goduto tutta questa scena dalla panchina, questo allungo di 50 metri... Devo dire che anche i dirigenti gliel'hanno fatta fare, perché potevano fermarlo ma volevano godersi anche loro la scena e vedere come sarebbe andata a finire. È stato divertente ma anche un po' pericoloso sotto l'aspetto pubblico perché era un derby, poi con L'Atalanta. Per fortuna non è successo niente, poi negli spogliatoi gli abbiamo detto "Mister, da quanti anni non faceva una corsa così lunga?". Saranno stati vent'anni, minimo. Una scena pazzesca, l'hanno fatta rivedere poco tempo fa, una delle più belle del calcio. Come detto prima, oggi con così tante televisioni e "spie tecnologiche" è difficile mantenere i segreti di uno spogliatoio, non è più il calcio di una volta, gli allenatori non possono più permettersi determinate scene. 


Il Brescia oggi - "Penso che la squadra in questo momento possa ambire solo ad una salvezza tranquilla perché ha perso giocatori come Torregrossa, Sabelli, lo stesso Balotelli che non ha fatto benissimo l'anno scorso ma è comunque un giocatore importante. Giocatori che in B facevano comodo, la qualità è calata. La squadra dovrà pensare solo a salvarsi, mantenere la categoria e ripartire l'anno prossimo. Dopo una retrocessione c'è sempre qualche problema, è sempre difficile raddrizzare la barca però il Brescia è sempre il Brescia, mi auguro che si salvi.


Livorno - La Serie C è tostissima, è un campionato difficile anche perché quando retrocedi dalla B tutte le squadre ti affrontano come una neo retrocessa. Il Livorno, sotto il punto di vista dei match giocati vi sono difficoltà, ma va detto anche che la squadra non è all'altezza. In C trovi squadre che potrebbero fare benissimo la serie B, tipo l'Alessandria, il Bari,  la Ternana che sta andando fortissimo per cui il Livorno è in difficoltà. La società è la prima base per raggiungere gli obiettivi, quando non è solida non riesce a sorreggere il lavoro di squadra e staff. Dovrebbero mettere a posto la situazione societaria prima.   Prima


Talenti e somiglianze - Un giocatore che ci assomiglia (ai gemelli Filippini ndr) secondo me è Lazzari della Lazio che riesce a fare un gioco molto dinamico nelle giocate che fa, riesce a fare bene sia fase d'attacco che fase difensiva, un giocatore completo come lo eravamo noi, infatti gli allenatori ci sfruttavano per questa nostra dote. Infatti Lazzari correu tantissimo come noi, mi rivedo in lui, molto bravo e merita sicuramente di andare in nazionale. Poi c'è Barella che sta dimostrando di essere il centrocampista più forte del calcio italiano. 


Futuro - Lunedì concludo un percorso iniziato vent'anni fa che è quello di mental coach perché noi allenatori curiamo tanto la fase tecnica, tattica e fisica ma quella psicologica non è curata tanto come queste altre tre. Vent'anni di studio e con il lockdown ho preso la palla al balzo per completare questo percorso di mental coach, che andrà ad abbinarsi a quello di allenatore. Detto questo, mi auguro di trovare al più presto una squadra che mi faccia lavorare  ma soprattutto tornare in campo, che è una cosa fantastica che noi allenatori vogliamo fare.


Ritorno alle emozioni - Prima di tutto mi auguro torniamo presto alla vita di tutti i giorni,  emozionarsi con i familiari, abbracciarli, ridere tutti insieme, andare in giro spensierati senza  la preoccupazione di essere contagiati e contagiare. Per quanto riguarda la musica, la mia grande passione, io e mio fratello abbiamo sempre suonato la chitarra e nei locali e il nostro idolo incontrastato è il "Boss", Bruce Springsteen, per cui non vediamo l'ora che questa pandemia finisca anche per andare a vedere un concerto, per respirare brividi, emozioni, tutte quelle situazioni che fanno sì che la persona sia viva e torni a sorridere a più non posso."

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