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L'EX - Ancelotti: "Maradona o Messi? Scelgo Diego anche per affetto, è finito il tempo degli integralisti, Mondiale? La favorita è il Brasile"
08.12.2022 08:30

NAPOLI - Carlo Ancelotti, ex allenatore, tra le altre, di Napoli e Milan, attualmente al Real Madrid, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport:

 

"È finito il tempo degli integralisti. Se sono cambiato? Certo che sono cambiato. Sono più elastico. Fino a poco tempo fa era difficilissimo che rivedessi sistema di gioco e strategia durante la partita. L’aumento delle informazioni, degli interscambi, dell’organizzazione degli avversari mi ha spinto a questo. Anche i giocatori si sono evoluti, sanno coprire più ruoli e zone del campo. Sono più duttili e se gli chiedi qualcosa di diverso sai già che non li metterai in difficoltà. Tempo fa lessi un’intervista a Viggo Mortensen: “La cosa migliore per un attore - disse - è essere flessibile, perché ogni regista è diverso e ogni ruolo è diverso”. Trovo che sia perfettamente adattabile a chi fa calcio. È finita l’epoca degli integralismi. Nei novanta io posso difendere a 3, passare al 4-4-2, al 4-5-1. L’avversario e l’andamento della partita non si possono trascurare". 

 

Brasile favorito ai Mondiali.

 

"È la squadra più completa, ha qualità, freschezza, esperienza e l’esperienza in situazioni come questa conta tantissimo. Ma sono curioso di vedere l’Inghilterra con la Francia. Il limite degli inglesi resta la mentalità... In questo Mondiale non ci sono state novità, poche anche le sorprese".

 

Maradona o Messi? 

 

"Che domanda mi fai?".

 

Da bar. 

 

"Contro Diego ho giocato, e anche per affetto dico Maradona".

 

La tua sulla Juve, un caso che potrebbe avere ripercussioni anche in campo internazionale. 

 

"Non so nulla, non ho letto".

 

Un pensiero su Cristiano Ronaldo.

 

"La sua last dance? Non lo so, lui probabilmente si sente ancora vent’anni perché sta bene, dal corpo ha le risposte che cerca. Ha sempre curato il fisico in modo quasi parossistico. La concorrenza però si è fatta dura, nel Portogallo uno come Leao parte dalla panchina. Se è complicato gestirlo? L’ho avuto due anni, problemi zero. Anzi, me li ha risolti lui. Uno che segna almeno un gol a partita può essere considerato un problema? Cristiano si allena benissimo, è attento ai particolari, per me è stato fin troppo facile gestirlo. È un giocatore eccezionale, con me avrà giocato 100 partite e segnato più di 100 gol, uno che ne butta dentro 50 ogni anno fa il bene della squadra".

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