La città con più tradizione calcistica in Italia, con due delle squadre più vincenti e riconosciute in giro per il mondo, potrebbe non figurare tra le sedi ospitanti dell'Europeo casalingo (e della Turchia) che di disputerà nel 2032. Sembra utopistico, e qualsiasi amante del calcio si augura che ciò non accada, ma ci sono varie ragioni per il cui il dossier legato allo stadio di Milano desta preoccupazione negli ambienti della Figc e non assicura, almeno per il momento, alla città di Milano un posto tra le 5 sedi italiane di Euro 2032.
Il caro vecchio Meazza è fuori dalla corsa, perciò si punterà tutto sul tanto discusso nuovo San Siro. ll progetto non è in discussione, le tempistiche sì. La previsione della fine dei lavori per giugno del 2031 (data richiesta dalla Uefa) dovrà essere rigorosa, poiché anche il minimo cambio di programma potrebbe risultare, in positivo o in negativo, decisivo per la candidatura di Milano. Il percorso è lungo e gli ostacoli non mancheranno: si dovrà passare attraverso la presentazione, il Piano Attuativo, la fase delle osservazioni e lo studio di impatto ambientale, prima di arrivare all'approvazione finale del Piano Attuativo e al conseguente inizio dei lavori previsto per il 2028. Milano e il nuovo San Siro devono velocizzare il passo, anche perché il prossimo 1 ottobre la Federazione dovrà indicare alla Uefa le 5 città e i relativi stadi candidati (con la possibilità di inserire alcune riserve).
In barba a chi ne fa esempio di pigrizia e disorganizzazione, Roma arriverà al prossimo ottobre con due candidature fortissime: quella dello Stadio Olimpico (da ristrutturare) e quella del nuovo stadio a Pietralata, il cui iter viaggia con un anno di vantaggio rispetto a quello di San Siro. Oltre alla Capitale, la lista continua a essere lunga: lo Juventus Stadium è certo di esserci, a Napoli e a Firenze sono pronti a fare importanti interventi di ristrutturazione, e poi ci sono Palermo, Bologna, Bari, Genova, Lecce, Salerno, Torino e Verona, tutte con dei progetti da non sottovalutare.
di Redazione
11/08/2026 - 10:02
La città con più tradizione calcistica in Italia, con due delle squadre più vincenti e riconosciute in giro per il mondo, potrebbe non figurare tra le sedi ospitanti dell'Europeo casalingo (e della Turchia) che di disputerà nel 2032. Sembra utopistico, e qualsiasi amante del calcio si augura che ciò non accada, ma ci sono varie ragioni per il cui il dossier legato allo stadio di Milano desta preoccupazione negli ambienti della Figc e non assicura, almeno per il momento, alla città di Milano un posto tra le 5 sedi italiane di Euro 2032.
Il caro vecchio Meazza è fuori dalla corsa, perciò si punterà tutto sul tanto discusso nuovo San Siro. ll progetto non è in discussione, le tempistiche sì. La previsione della fine dei lavori per giugno del 2031 (data richiesta dalla Uefa) dovrà essere rigorosa, poiché anche il minimo cambio di programma potrebbe risultare, in positivo o in negativo, decisivo per la candidatura di Milano. Il percorso è lungo e gli ostacoli non mancheranno: si dovrà passare attraverso la presentazione, il Piano Attuativo, la fase delle osservazioni e lo studio di impatto ambientale, prima di arrivare all'approvazione finale del Piano Attuativo e al conseguente inizio dei lavori previsto per il 2028. Milano e il nuovo San Siro devono velocizzare il passo, anche perché il prossimo 1 ottobre la Federazione dovrà indicare alla Uefa le 5 città e i relativi stadi candidati (con la possibilità di inserire alcune riserve).
In barba a chi ne fa esempio di pigrizia e disorganizzazione, Roma arriverà al prossimo ottobre con due candidature fortissime: quella dello Stadio Olimpico (da ristrutturare) e quella del nuovo stadio a Pietralata, il cui iter viaggia con un anno di vantaggio rispetto a quello di San Siro. Oltre alla Capitale, la lista continua a essere lunga: lo Juventus Stadium è certo di esserci, a Napoli e a Firenze sono pronti a fare importanti interventi di ristrutturazione, e poi ci sono Palermo, Bologna, Bari, Genova, Lecce, Salerno, Torino e Verona, tutte con dei progetti da non sottovalutare.