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GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli vola tra fischietti e fiaschetti"
03.11.2021 12:31

NAPOLI - Fischietti e fiaschetti, ma anche uomini e ominicchi e poi ci sarebbero i quaquaraqua ma non ne parleremo. Il campionato entra nel vivo e s'ode forte il sibilo del vento dei veleni che prima d'ora era stato soltanto un refolo. Comincia il gioco delle parti e ciascuno cerca di portare acqua al mulino vicino casa. Schieramenti compatti, pronti all'attacco. Sui social, peraltro, è già guerra aperta. Fischietti e fiaschetti, dunque Maresca che, purtroppo per lui, non è Pupetta. L'arbitro napoletano non m'ha mai convinto più di tanto, perché ha polso scarso e, specie nei cosiddetti big match, facilmente perde la trebisonda. Infine, ha un amore sviscerato per i cartellini, più spesso i gialli, ma anche a sventolare i rossi non è che si tiri indietro. E non ama avvisare i giocatori troppo focosi, come fanno gran parte dei suoi colleghi, cercando il dialogo. Gli episodi chiave (negativi) di Roma-Milan li sintetizzo così. Rigore su Ibra, l'avrei dato anch'io perché il difensore giallorosso (Ibanez) con la gamba sinistra tocca sbilancia lo svedesone e con il piede destro, poi, tocca il pallone. Bene, però se ha visto tutto ciò, avrebbe dovuto vedere anche il fallo di Kjaer su Pellegrini. L e decisioni sarebbero state giustamente uniformi e si sarebbe risparmiato la gogna e la messa a riposo. Danneggiata la Roma! Favorito il Milan! Neanche per sogno, perché un altro errore sesquipedale è consistito nell'espulsione di Hernandez: il secondo giallo, ma Maresca li ama, non ci sarebbe stato se avesse fermato un attimo prima il gioco per fallo su Krunic. Basta con i rigorini, avvisano i designatori arbitrali. Un termine che a me fa ridere. Che cosa vuol dire rigorino, il fallo se c'è va punito, altrimenti no, elementare Watson. Non è che si debba sentire il crac di un arto per concederlo. Fossi il designatore, convincerei tutte le società a richiamare i propri giocatori al buon senso ed alla sportività, prima di ogni partita. Perché è indecoroso quel rotolarsi per terra al primo contatto, anche lieve, per indurre l'arbitro in errore. Avrete notato che contorcendosi per le terre, guardano di sottecchi se l'arbitro ammonisce o meno l'avversario e nel primo caso si rimettono in piedi belli pimpanti. E tutti questi sono gli ominicchi. Gli uomini sono fatti di altro stampo. Quello di Koulibaly che accetta l'espulsione a Salerno senza fare sceneggiate. Quello di Pepe Reina che a Bergamo si becca una moneta sulla testa e non fa scena. Bergamo è opulenta, evidentemente. Okay, andiamo avanti. Come era facile prevedere, la lotta per il tricolore sembra ristretta al duello tra Napoli e Milan, nonostante gli sforzi della Gazza di tenere su, magnificandola, la squadra campione che ora balla il Tucu-Tucu (e diamolo un premio ai titolisti in rosa, colore). Il Milan di Pioli ha un'anima radicata e un Ibra monumentale. Il Napoli di Spalletti ha anima, forza e temperamento. E la migliore difesa di tutti i più importanti campionati in Europa. Tre gol al passivo, qualcosa di mostruoso perché nel nostro campionato rischi di prendere gol anche dalle cosiddette piccole. Nel prossimo turno che precederà la sosta per gli impegni della Nazionale, spicca il derby di Milano che potrebbe consentire al Napoli di allungare. Sempreché si ricordi che il Verona di Tudor è squadra armoniosa e brillante. Intanto, domani, trasferta a Varsavia per blindare il primo posto nel girone di Europa League. Nella terra di Zielinski che molti danno in affanno e che io vedo in palla, in netta ripresa.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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