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IL PENSIERO - Ordine: "Milan, non sempre cambiare garantisce il miglioramento, serviranno testa e unità del gruppo"
12.04.2026 09:51 di Redazione
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Franco Ordine, giornalista, scrive sul Corriere dello Sport della sconfitta del Milan a San Siro contro l'Udinese e della scelta del cambio modulo da parte di Massimiliano Allegri, tecnico dei rossoneri: "Non sempre cambiare garantisce il miglioramento. Max Allegri ha resistito per mesi a questa tentazione dettata dai sapientoni del giorno dopo prima di cedere, forse preso anche dallo sconforto per la sconfitta di Napoli che ha provocato - a Milanello e dintorni - una depressione collettiva (pensavano davvero alla possibilità di inseguire l’Inter, ndr) e la voglia di un rimbalzo miracoloso. Ma i miracoli, nel calcio, non si improvvisano né si raggiungono con una semplice modifica di sistema di gioco perché il primo comandamento deve restare il rispetto religioso delle caratteristiche del gruppo e la consapevolezza della cifra tecnica complessiva. In questo scenario tattico e fisico il rischio, a cominciare dal viaggio di domenica prossima a Verona, è davvero consistente, e cioè di perdere altri punti e posizioni mettendo a serio rischio la partecipazione alla prossima Champions League. Per questo motivo serviranno da oggi in poi altre doti: non perdere la testa e nemmeno l’unità del gruppo".

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IL PENSIERO - Ordine: "Milan, non sempre cambiare garantisce il miglioramento, serviranno testa e unità del gruppo"

di Redazione

12/04/2026 - 09:51

Franco Ordine, giornalista, scrive sul Corriere dello Sport della sconfitta del Milan a San Siro contro l'Udinese e della scelta del cambio modulo da parte di Massimiliano Allegri, tecnico dei rossoneri: "Non sempre cambiare garantisce il miglioramento. Max Allegri ha resistito per mesi a questa tentazione dettata dai sapientoni del giorno dopo prima di cedere, forse preso anche dallo sconforto per la sconfitta di Napoli che ha provocato - a Milanello e dintorni - una depressione collettiva (pensavano davvero alla possibilità di inseguire l’Inter, ndr) e la voglia di un rimbalzo miracoloso. Ma i miracoli, nel calcio, non si improvvisano né si raggiungono con una semplice modifica di sistema di gioco perché il primo comandamento deve restare il rispetto religioso delle caratteristiche del gruppo e la consapevolezza della cifra tecnica complessiva. In questo scenario tattico e fisico il rischio, a cominciare dal viaggio di domenica prossima a Verona, è davvero consistente, e cioè di perdere altri punti e posizioni mettendo a serio rischio la partecipazione alla prossima Champions League. Per questo motivo serviranno da oggi in poi altre doti: non perdere la testa e nemmeno l’unità del gruppo".