Calcio
IL PENSIERO - Piccari: "Il Milan potrebbe pensare a Conte in caso di addio di Allegri"
13.05.2026 13:06 di Redazione
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TMW Radio.
  
Secondo lei è più Conte a essere titubante sul progetto Napoli o è più il Napoli a essere titubante sul progetto Conte?
 
"Secondo me dovrebbe iniziare a essere il Napoli titubante su Conte, personalmente. Per quello che penso e per quello che mi viene da dire in questo momento, ci sono troppe cose negative avvenute durante questa stagione. Credo quindi che delle valutazioni debba farle la società. Però è anche vero che Conte ha ancora un anno di contratto e quindi si trova in una posizione di vantaggio. Non è che lo puoi mandare via così facilmente, è una situazione complicata da risolvere. Allo stesso tempo, però, molto dipenderà anche da Conte stesso, perché potrebbe non essere convinto di ciò che il presidente gli proporrà e decidere quindi di andare via. A quel punto dovrebbe rinunciare a un anno di contratto e se invece non ci rinuncia? Che fa il Napoli, lo esonera?
Delle valutazioni deve farle anche il presidente del Napoli, perché Conte dovrà rendere conto passatemi il gioco di parole di ciò che è avvenuto in questa stagione. Mi sembra che il presidente abbia investito molto e il mercato è stato fatto seguendo anche le indicazioni di Conte e quel mercato, francamente, non ha funzionato. Però c’è questo anno di contratto che mette Conte in una posizione di forza".
 
Lei vede ancora Conte sulla panchina del Napoli nella prossima stagione, direttore?
 
"Se dovessi ragionare soltanto per quello che penso io, le direi di no. Io farei una valutazione diversa e prenderei un’altra strada. Però, ripeto, questo anno di contratto lo mette in una posizione di forza. Se lui decide di restare, che fai? Lo mandi via?"
 
Mi fa sorridere quando leggiamo: "Conte si è convinto a restare". In realtà dovrebbe restare a prescindere, perché ha ancora un anno di contratto che lui stesso ha firmato. Nessuno lo ha obbligato. Quindi magari le valutazioni sul suo operato dovrebbe farle la società, o sbaglio?
 
"Non è che Conte resta perché decide lui: c’è un contratto. È la società che deve decidere se proseguire con questo rapporto oppure interromperlo prima e prendere un’altra strada. A meno che non sia lui a dire al presidente: ‘Guardi, io non sono convinto di ciò che mi sta proponendo’, e quindi scelga di dimettersi o trovino un accordo per separarsi. Però sì, la decisione deve essere soprattutto della società".
 
A differenza dell’anno scorso quando magari aveva qualche proposta concreta sul tavolo, oggi Antonio Conte tiene un profilo più basso e non minaccia di andare via ogni due settimane.
 
"Esatto. Ma perché in questo momento, in Italia, non ci sono proposte concrete. A meno che non si apra uno scenario particolare: Allegri in Nazionale, il Milan senza allenatore e allora il Milan che pensa a Conte. È l’unico scenario possibile in Italia, al momento. Altrimenti non vedo altre strade per Conte. Assolutamente".
 
Le chiedo anche se ha recuperato l’inchiesta di Fabrizio Corona andata in onda lunedì sera.
 
"No, le devo dire la verità: non l’ho recuperata".
 
Direttore, in chiusura la porto sulla finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter: chi parte avvantaggiato tra Inter e Lazio?
 
"L’Inter sicuramente, perché è la squadra più forte e ha singoli che possono risolvere la partita in qualsiasi momento. Non scopriamo nulla di nuovo. La Lazio dovrà fare la sua partita e dimenticare ciò che è successo in campionato, perché lì si è vista una superiorità netta dell’Inter. Ieri mi è piaciuto molto anche il discorso fatto da Maurizio Sarri davanti al Presidente della Repubblica, questo richiamo a certi valori mi è sembrato molto bello. Complimenti davvero. Vediamo quale sarà la mossa di cui parla Sarri per mettere in difficoltà l’Inter. Io mi aspetto una Lazio compatta, pronta ad aspettare e poi colpire: sono le caratteristiche di questa squadra. Non potrà permettersi errori, perché parte comunque sfavorita. Poi però le finali sono partite lunghe e può succedere di tutto".
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IL PENSIERO - Piccari: "Il Milan potrebbe pensare a Conte in caso di addio di Allegri"

di Redazione

13/05/2026 - 13:06

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TMW Radio.
  
Secondo lei è più Conte a essere titubante sul progetto Napoli o è più il Napoli a essere titubante sul progetto Conte?
 
"Secondo me dovrebbe iniziare a essere il Napoli titubante su Conte, personalmente. Per quello che penso e per quello che mi viene da dire in questo momento, ci sono troppe cose negative avvenute durante questa stagione. Credo quindi che delle valutazioni debba farle la società. Però è anche vero che Conte ha ancora un anno di contratto e quindi si trova in una posizione di vantaggio. Non è che lo puoi mandare via così facilmente, è una situazione complicata da risolvere. Allo stesso tempo, però, molto dipenderà anche da Conte stesso, perché potrebbe non essere convinto di ciò che il presidente gli proporrà e decidere quindi di andare via. A quel punto dovrebbe rinunciare a un anno di contratto e se invece non ci rinuncia? Che fa il Napoli, lo esonera?
Delle valutazioni deve farle anche il presidente del Napoli, perché Conte dovrà rendere conto passatemi il gioco di parole di ciò che è avvenuto in questa stagione. Mi sembra che il presidente abbia investito molto e il mercato è stato fatto seguendo anche le indicazioni di Conte e quel mercato, francamente, non ha funzionato. Però c’è questo anno di contratto che mette Conte in una posizione di forza".
 
Lei vede ancora Conte sulla panchina del Napoli nella prossima stagione, direttore?
 
"Se dovessi ragionare soltanto per quello che penso io, le direi di no. Io farei una valutazione diversa e prenderei un’altra strada. Però, ripeto, questo anno di contratto lo mette in una posizione di forza. Se lui decide di restare, che fai? Lo mandi via?"
 
Mi fa sorridere quando leggiamo: "Conte si è convinto a restare". In realtà dovrebbe restare a prescindere, perché ha ancora un anno di contratto che lui stesso ha firmato. Nessuno lo ha obbligato. Quindi magari le valutazioni sul suo operato dovrebbe farle la società, o sbaglio?
 
"Non è che Conte resta perché decide lui: c’è un contratto. È la società che deve decidere se proseguire con questo rapporto oppure interromperlo prima e prendere un’altra strada. A meno che non sia lui a dire al presidente: ‘Guardi, io non sono convinto di ciò che mi sta proponendo’, e quindi scelga di dimettersi o trovino un accordo per separarsi. Però sì, la decisione deve essere soprattutto della società".
 
A differenza dell’anno scorso quando magari aveva qualche proposta concreta sul tavolo, oggi Antonio Conte tiene un profilo più basso e non minaccia di andare via ogni due settimane.
 
"Esatto. Ma perché in questo momento, in Italia, non ci sono proposte concrete. A meno che non si apra uno scenario particolare: Allegri in Nazionale, il Milan senza allenatore e allora il Milan che pensa a Conte. È l’unico scenario possibile in Italia, al momento. Altrimenti non vedo altre strade per Conte. Assolutamente".
 
Le chiedo anche se ha recuperato l’inchiesta di Fabrizio Corona andata in onda lunedì sera.
 
"No, le devo dire la verità: non l’ho recuperata".
 
Direttore, in chiusura la porto sulla finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter: chi parte avvantaggiato tra Inter e Lazio?
 
"L’Inter sicuramente, perché è la squadra più forte e ha singoli che possono risolvere la partita in qualsiasi momento. Non scopriamo nulla di nuovo. La Lazio dovrà fare la sua partita e dimenticare ciò che è successo in campionato, perché lì si è vista una superiorità netta dell’Inter. Ieri mi è piaciuto molto anche il discorso fatto da Maurizio Sarri davanti al Presidente della Repubblica, questo richiamo a certi valori mi è sembrato molto bello. Complimenti davvero. Vediamo quale sarà la mossa di cui parla Sarri per mettere in difficoltà l’Inter. Io mi aspetto una Lazio compatta, pronta ad aspettare e poi colpire: sono le caratteristiche di questa squadra. Non potrà permettersi errori, perché parte comunque sfavorita. Poi però le finali sono partite lunghe e può succedere di tutto".